Gli incentivi premiali
Nel contesto della retribuzione ai dipendenti, un aspetto di particolare rilevanza, riguarda le componenti premiali, che possono assumere diverse forme.
I piani vari di incentivazione hanno caratteristiche diverse:
- Piani di Stock option: elemento remunerativo di tipo premiale consistente nell'attribuzione del diritto di acquistare azioni dell’azienda a un prezzo predeterminato.
- Piani di Stock grant: assegnazione diretta e gratuita di azioni.
- Piani di Stock purchase: acquisto di azioni a condizioni favorevoli.
- Piani di Phantom stock: bonus in denaro legato al valore delle azioni aziendale, senza che queste siamo assegnate o acquistate dal dipendente.
Il profilo fiscale in Italia
Appare fondamentale la divisione in due momenti di tassazione rilevanti a cui corrispondono, rispettivamente, redditi da lavoro dipendente o assimilati e redditi di natura finanziaria.
I piani di incentivazione sono tassati come redditi da lavoro dipendente nella misura riguardante la differenza tra valore di mercato e il prezzo pagato.
Per esempio:
- Stock option: differenza tra valore di mercato e prezzo d'acquisto.
- Stock grant: valore intero delle azioni assegnate.
- Phantom stock: premi in denaro sono reddito imponibile.
Addizionale IRPEF 10% per il settore finanziario
Nel 2010 è stata introdotta un’addizionale con aliquota corrispondente al 10% sugli emolumenti variabili (tra cui le stock option) corrisposti a dipendenti con elevato grado di professionalità, autonomia e potere decisionale nel settore finanziario, intendendosi con tale termine gli intermediari finanziari e le società di partecipazione finanziaria. Questo si aggiunge all'IRPEF ordinaria e si applica solo sulla parte variabile delle stock option.
Esclusioni
Le azioni offerte alla generalità dei dipendenti il cui valore non supera i 2.065,83 euro sono escluse dal reddito del lavoratore.
Redditi di natura finanziaria
Una volta che sono state attribuite al lavoratore le azioni o i diritti di opzione previsti dal piano d’incentivazione, quest’ultimo usufruirà dei relativi dividendi, i quali saranno inquadrati come reddito da capitale, sottoposti ad un’imposta sostitutiva al 26% (per le persone fisiche).
Invece, quando il lavoratore cederà le azioni, si genererà una plusvalenza o una minusvalenza, calcolata come la differenza tra il corrispettivo ricevuto e il valore di acquisto, comprensivo di eventuali oneri, ad eccezione degli interessi passivi. Se la differenza è positiva, si realizza una plusvalenza che è soggetta ad un'imposta sostitutiva del 26% (sempre per le persone fisiche).
Fiscalità riguardanti i dipendenti in mobilità estera
La tassazione dei premi in forma di azioni per i lavoratori dipendenti di gruppi multinazionali diventa più complessa a causa della loro mobilità internazionale.
Esempio: un lavoratore è impiegato in un gruppo multinazionale e riceve premi in stock option maturati grazie al lavoro prestato presso diverse società del gruppo, localizzate in paesi differenti.
Da qui sorge un problema di doppia imposizione fiscale.
L’Agenzia delle Entrate ha stabilito, tramite diversi interpelli, che:
- Coerentemente con il principio della tassazione su base mondiale, i premi percepiti da un dipendente in vigenza di residenza fiscale italiana sono integralmente tassati in Italia, anche se maturati in periodi precedenti in cui il dipendente prestava il proprio lavoro presso altri Stati esteri
- Nel caso opposto, ossia quando il dipendente risiede all’estero, i premi percepiti sono tassati in Italia solo per la parte maturata nel periodo in cui il lavoratore era residente in Italia.


