Un decreto "correttivo"può apparire, a prima vista, materia per soli addetti ai lavori. Il D.Lgs.148/2026, entrato in vigore il 12 agosto scorso, dimostra invece il contrario:37 articoli che intervengono su ambiti quotidiani della vita fiscale diimprese, professionisti e dipendenti.
Partiamo da un tema che riguardamigliaia di rapporti di lavoro: la tassazione dell'auto aziendale concessa inuso promiscuo. Il criterio forfettario resta ancorato al 50% del costo ACI su15.000 chilometri convenzionali (10% per le elettriche, 20% per le ibrideplug-in), ma il decreto introduce una novità significativa: superati cinqueanni dalla prima immatricolazione, il valore imponibile viene maggiorato del50%. Un'auto aziendale "meno recente" costerà dunque di più aldipendente, contrariamente a quanto l'intuizione comune potrebbe suggerire. Siaggiunge una maggiorazione del 5% per gli accessori non ricompresi nelletabelle ACI. Il nuovo regime si applica alle auto assegnate dal 2026 in poi (ea quelle ordinate e assegnate nel 2025); per i veicoli assegnati tra il 1°luglio 2020 e il 31 dicembre 2024, o ordinati entro tale data e assegnati nel2025, resta invece fermo il criterio previgente fino al quinto anno dalla primaimmatricolazione, superato il quale scatta comunque la maggiorazione del 50%valida per tutti i regimi.
Sul versante dei controlli, ilprovvedimento ridisegna in più punti l'equilibrio tra Amministrazionefinanziaria e contribuente. Per i componenti a efficacia pluriennale -ammortamenti in primo luogo - viene fissato un termine di decadenza certo,ancorato alla dichiarazione in cui la quota è dedotta per la prima volta,anziché a ogni singola annualità di utilizzo del bene: una norma di favore, cheriduce l'incertezza sugli investimenti di lunga durata (si applica però solo aibeni acquistati dal periodo d'imposta 2027). Viene inoltre circoscrittol'accertamento "per antieconomicità": lo scostamento dal valorenormale non basta più, da solo, a fondare una rettifica, salvo che siaaccompagnato da ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, o risultimanifesto e di particolare rilevanza. Interviene infine sulle società aristretta base partecipativa, ancorando finalmente per legge la presunzione didistribuzione degli utili ai soci a elementi certi - ricavi occultati o costiinesistenti - e non a semplici sospetti.
Il decreto tocca, con pariincisività, anche altri ambiti che saranno oggetto di approfondimento specificonei prossimi giorni: il regime dei familiari a carico, con l'eliminazione delrequisito della convivenza per coniuge e figli; il differimento dei termini perla detrazione IVA e la registrazione delle fatture d'acquisto; le novità sulriporto delle perdite in caso di cessione del controllo societario, esteseanche alle cessioni indirette tramite la controllante; la revisione deiconferimenti di partecipazioni minusvalenti; il rafforzamento della derivazionedel reddito dal bilancio, con riflessi su stock option, avviamento e marchi; ilnuovo ravvedimento speciale per il concordato preventivo biennale 2020-2023; eil regime IRAP semplificato per gli enti del Terzo settore.
Un decreto che, dietrol'etichetta di "correttivo", riscrive pezzi non trascurabili dellapianificazione fiscale quotidiana.


