UE: NESSUN DIVIETO GENERALE - MA PREVISTE LIMITAZIONI
Al momento il Commissario europeo per l'Energia e l'edilizia abitativa ha assicurato che non verrà introdotto un divieto assoluto sugli affitti brevi.
Tuttavia, sono previste limitazioni anche significative, mirate soprattutto alle aree dove l’impatto sul mercato abitativo è più forte.
Un criterio che potrebbe essere preso in considerazione potrebbe consistere, secondo il Commissario, nell'incidenza degli affitti brevi sull'offerta abitativa complessiva superiore al 20% in una determinata area come, per esempio, un quartiere di una città.
In tali aree, le Amministrazioni Locali sarebbero autorizzate ad introdurre una serie di limitazioni.
Tra gli interventi in studio troviamo:
- stabilire un numero massimo di notti affittabili all’anno;
- introdurre limitazioni stagionali degli affitti brevi (ad esempio solo in estate);
- introdurre l’obbligo di destinare l’immobile ad altri usi nel resto dell’anno, come l’affitto a studenti;
- istituire regole differenziate tra host “professionali” e privati che affittano occasionalmente per integrare il reddito.
Tra gli obbiettivi perseguiti da tali misure troviamo:
- evitare concorrenza sleale verso strutture ricettive tradizionali;
- proteggere il mercato residenziale.
Tuttavia, in mancanza delle norme definitive, ci possiamo limitare ad illustrare i cambiamenti anticipati dal Commissario europeo per l'Energia e l'edilizia abitativa.
Tali proposte, contenute nel Piano europeo per l’edilizia accessibile, verranno presentate dalla Commissione durante il 2026.
SITUAZIONE IN ITALIA: COSA È GIÀ CAMBIATO
In Italia è già entrata in vigore una stretta fiscale sugli affitti brevi, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, che fa scattare la presunzione d'imprenditorialità dal terzo immobile locato.
In particolare, dal 2026:
- chi loca un solo appartamento con contratti di locazione breve (anche tramite intermediario) potrà continuare ad applicare la cedolare secca del 21%;
- chi loca due appartamenti con contratti di locazione breve (anche tramite intermediario) potrà applicare ad uno di essi l’aliquota del 21% e all’altro dovrà applicare quella del 26%;
- chi loca tre o più appartamenti fuoriesce dalla disciplina delle locazioni brevi, non può applicare la cedolare secca e determinerà il proprio reddito imponibile secondo le regole del reddito d'impresa.
Per qualsiasi chiarimento o per capire come queste modifiche possano influenzare la sua situazione fiscale, non esitate a contattarci.
Ufficio Stampa & Pubbliche Relazioni - Studio Locatelli& Associati


