Risposta n. 2/2026:
L’Agenzia delle Entrate conferma che il regime agevolato per i lavoratori impatriati si applica anche con datore di lavoro estero, se il dipendente rientra in Italia e lavora in smart working.
REGIME DEGLI IMPATRIATI: RIEPILOGO
Introdotto nel 2015 e riformato nel 2023, il regime agevolativo per impatriati si applica a chi trasferisce la residenza fiscale in Italia. I redditi da lavoro dipendente, assimilati e autonomi concorrono al reddito complessivo solo per il 50%, fino a un massimo di 600.000 euro all'anno.
REQUISITI PER ACCEDERE AL REGIME DEGLI IMPATRIATI
Per beneficiare del regime, il lavoratore deve:
• Risiedere fiscalmente in Italia per almeno 4 anni
• Non essere residente in Italia nei 3 anni precedenti il trasferimento (o 6/7 anni, se lavorava per lo stesso datore estero)
• Svolgere l’attività principalmente in Italia
• Avere un elevato livello di qualificazione o specializzazione
DATORE DI LAVORO ESTERO E SMART WORKING
A seguito dell’interpello n. 2/2026, è ora possibile il rientro in Italia, lavorando in smart working per un datore di lavoro estero.
Fermo il rispetto degli altri requisiti, occorre rispettare il maggior termine della residenza fiscale estera, nell’ipotesi in cui il datore di lavoro estero rimanga il medesimo.
MODALITÀ DI FRUIZIONE DELL’AGEVOLAZIONE
Con un datore estero, l’agevolazione non può essere applicata direttamente in busta paga. Il beneficio deve essere richiesto a rimborso nella dichiarazione dei redditi.
Siamo a disposizione per chiarimenti!
Ufficio Stampa & Pubbliche Relazioni - Studio Locatelli & Associati


