TFRe fondi pensione: la nuova checklist del datore di lavoro dal 1° luglio 2026
Sessantagiorni. È questo, da luglio, il tempo utile che un neoassunto ha per decideredove far confluire il proprio TFR – una drastica riduzione rispetto alprecedente termine di sei mesi. Per le aziende del settore privato, domestici epubblico impiego esclusi, significa un solo imperativo: muoversi in fretta. Seil lavoratore non sceglie, scatta l'adesione automatica al fondo pensioneprevisto dal CCNL, oppure - in mancanza di un riferimento collettivo - al FondoCometa, secondo le regole residuali del DM 85/2020. Ma attenzione: il fondodeve essere davvero idoneo a raccogliere adesioni automatiche, come richiede ladelibera COVIP del 19 giugno 2026.
Da qui partela vera lista dei compiti. L'azienda deve sapere quale fondo entra in gioco,verificarne l'idoneità e capire se scatta anche un contributo a proprio carico:non un automatismo scontato, ma un conto che va fatto contratto per contratto.
C'è poi unfronte tecnico spesso sottovalutato: le quote maturate nell'attesa della sceltasono competenze arretrate, come chiarito dal messaggio INPS n. 2325 del 10luglio. Regolarizzarle entro il mese successivo non comporterà alcuna sanzione;diversamente, oltre tale termine, troverà applicazione la maggiorazione dovutaai sensi di legge.
Tradurre tutto questo in prassiaziendale richiede un metodo: scadenze tracciate, moduli pronti, payrollaggiornato. Chi si fa trovare pronto trasforma un obbligo normativo in unvantaggio operativo; chi rincorre il termine, lo pagherà - letteralmente - inbusta paga.


