A partire dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio 2026 (L.n.199/2025) ha introdotto un importante cambiamento nella gestione dei buoni pasto elettronici, innalzando da 8 a 10 euro la soglia esentasse per i buoni pasto elettronici.
COSA CAMBIA PER AZIENDE E LAVORATORI
- Per i lavoratori: i buoni pasto elettronici, rientranti nella nuova soglia di non imponibilità, non vengono considerati come reddito imponibile a fini IRPEF.
Ad esempio, se il buono pasto ha un valore nominale di 12 euro e la soglia esentasse è 10 euro, solo la parte eccedente (2 euro) sarà tassata come reddito da lavoro dipendente.
- Per le aziende: l’importo dei buoni pasto rientranti nei limiti di esenzione è completamente deducibile, con un vantaggio fiscale rispetto ad un aumento diretto della retribuzione del dipendente.
CONDIZIONI PER L'ESENZIONE
Per usufruire dell’esenzione fiscale, è necessario che i buoni pasto vengano concessi a tutta la generalità dei dipendenti o a categorie omogenee, in conformità con le disposizioni dell’art. 51 del TUIR.
Attenzione: L’innalzamento della soglia esentasse riguarda esclusivamente i buoni pasto elettronici e non quelli cartacei.
MODALITÀ DI UTILIZZO
I buoni pasto possono essere utilizzati per l'acquisto di pasti durante la giornata lavorativa ( ristoranti, bar, supermercati, food delivery).
La normativa prevede che i buoni siano nominali e non cedibili, non possano essere convertiti in denaro e che possano essere cumulabili fino a un massimo di 8 buoni per transazione.
CHI PUÒ BENEFICIARE DELLA NUOVA SOGLIA ESENTASSE
L’aumento della soglia esentasse riguarda principalmente i lavoratori dipendenti, sia a tempo pieno che part-time, che operano in sede o in modalità smart working. Inoltre, i buoni pasto possono essere riconosciuti anche a lavoratori con contratto di collaborazione, il cui reddito è assimilatoa quello di un lavoratore dipendente.
Quindi, anche gli amministratori con compenso di società che rivestono il ruolo di dipendente o collaboratore possono beneficiare di questa esenzione.
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